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Diagnostica

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Ci occupiamo di indagini strutturali e prove in situ: le nostre attività sono mirate a valutare nel dettaglio caratteristiche e stato di conservazione degli edifici esistenti. • La diagnostica strutturale ha assunto negli ultimi anni un ruolo sempre più importante negli interventi di restauro e recupero edilizio, specialmente su edifici situati in area sismica. È, infatti, necessario disporre, oltre che della conoscenza visiva, anche di adeguate tecniche di valutazione delle caratteristiche costruttive e dell'effettivo stato di danno delle strutture. • La sicurezza dell'edificio è conseguenza anche di una puntuale conoscenza della struttura, in tutte le sue caratteristiche: storiche, materiche, di forma e di comportamento sotto la sollecitazione di eventi sismici. ​• Il progetto o piano di diagnostica si compone di due parti: la diagnostica delle strutture e la diagnostica dei materiali. Nel loro insieme, consentono di pervenire alla conoscenza dello stato di conservazione della struttura e della superficie dell'edificio, permettendo al progettista di elaborare le soluzioni più adeguate per l'intervento. • I nostri servizi comprendono un'ampia offerta di indagini diagnostiche - dall'analisi dello stato di conservazione di strutture e materiali ai rilievi qualitativi e quantitativi - che consentono al progettista, a seconda del caso specifico e delle criticità presenti, di indirizzare le scelte progettuali. 👉 Compila questa InfoPage per scaricare la Brochure Tecnica di Arch-Indagini 👇 Qua sotto vedi l'articolo di approfondimento di Arch-Indagini visto su ChiesaOggi.com

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DEVOTIO 2024 - MANUTENZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE ECCLESIASTICO: CU...

SEMINARIO - MARTEDI' 13 FEBBRAIO 14:00 - 16:30 - L’Italia possiede il più grande patrimonio culturale a livello mondiale. Un valore storico, artistico e architettonico, di cui l’edilizia di culto è protagonista. Le nostre chiese, gli oratori, i luoghi di incontro sono punti di riferimento per la comunità e accolgono ogni giorno quantità significative di persone. Oltre il 70% degli edifici costruiti ha però più di 50 anni e sono diversi i segnali che mostrano il naturale degrado dovuto alla vetustà degli immobili. Degradi che purtroppo a volte diventano problemi di sicurezza per le comunità che vivono questi edifici. Benché gli enti ecclesiastici facciano sforzi economici consistenti al fine di garantire un minimo di manutenzione ordinaria, è sempre più difficile far fronte a tale esigenze per le risorse economiche sempre più ristrette soprattutto per il peggioramento delle condizioni ambientali al contorno: temporali di intensità sempre più forte, inquinamento sempre più persistente ed aggressivo, eventi sismici più frequenti, o per la mancata capacità di prevenire - attraverso una programmata attività e una approfondita conoscenza sul tema della messa in sicurezza dei nostri edifici - eventuali problematiche che se non “curate” nei tempi e nei modi giusti poi possono diventare troppo onerose per la loro gestione. Quindi, la manutenzione del nostro patrimonio è da considerarsi una SPESA o un INVESTIMENTO? E quali strategie attuare e come gestire la programmazione degli interventi di manutenzione del nostro patrimonio, anche in funzione della disponibilità dei finanziamenti o dei contributi disponibili? ISCRIVITI AL CONVEGNO AL SEGUENTE LINK

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La nostra redazione, ricerca collaboratori in tutta Italia.-

La redazione di CHIESA OGGI, architettura e comunicazione, sia per la versione cartacea che per la versione online, ricerca redattori freelance, in tutta Italia, interessati a scrivere su argomenti inerenti l’architettura, la progettazione, la manutenzione e il restauro dei Beni Culturali e l’Edilizia di Culto: l'obbiettivo é quello di ricercare casi studio, in cantiere o appena realizzati, intervistando parroci, architetti e professionisti che sono entrati in contatto con le suddette tematiche fornendo così ai nostri lettori casi studio di recente applicazione. Collaborare per noi significa rispettare queste cinque parole chiave: 1. Fiducia 2. Ricerca 3. Scambio 4. Supporto 5. Condivisione Solo con il rispetto di queste cinque parole crediamo che si possa raggiungere il successo all’interno del nostro gruppo di lavoro. Per questo motivo crediamo molto alla trasparenza e supportiamo con forza tutte quelle organizzazioni che credono nell’importanza del lavoro di chi scrive e fa comunicazione. Per iniziare si possono proporre articoli della lunghezza minima di 3 paragrafi da circa 500/600 battute con 3 JPG della dimensione del lato minimo di circa 1500 pixel. Molto importante sapere i dati di progetto come il nome dell'architetto e delle imprese, dei professionisti e delle tecnologie che sono state coinvolte. Se vuoi conoscerci meglio guarda il link qua sotto o compila questa InfoPage e riceverai il pdf della nostra ultima edizione e sarai contattato da un membro della nostra redazione.